Wout van Aert (Visma|Lease a Bike): E dire che secondo qualcuno avrebbe fatto meglio a ritirarsi… Era la sua tappa e non ha mancato l’appuntamento con quella vittoria anelata da tempo. Detto che si toglie lo sfizio della “tripletta” di successi nei Grandi Giri, va rimarcata la sua impeccabile gestione della situazione, nell’arco di tutta la giornata. Riesce anche a resistere alla sua indole di generoso, non tirando un metro quando si ritrova insieme a Isaac del Toro e facendo poi quello che deve fare nel finale di Piazza del Campo.
Isaac del Toro (UAE Emirates XRG): Giornata da campione, per il 21enne messicano. È lui a far esplodere la corsa, contestualmente alla caduta di Roglič e Pidcock, ed è lui a fare la differenza nel momento in cui decide di forzare. Si cura poco degli ordini di scuderia, sempre che ci siano stati, e prosegue pancia a terra fino a Siena, accumulando il vantaggio che gli permette di indossare poi una spettacolare Maglia Rosa. Mancano ancora due settimane a Roma, ma il ragazzo ha un talento smisurato e, dopo questa prestazione, tutti gli altri dovranno considerarlo come un rivale autorevole nella corsa al Trofeo senza Fine.
Egan Bernal (Ineos Grenadiers): Che stesse bene si era già capito, ma vederlo così brillante in un contesto di gara così complicato è un ulteriore, enorme, segnale convincente. Si giova di una squadra in versione extra-lusso (Thymen Arensman, Brandon Rivera e anche Ben Turner sono stati tutti eccellenti protagonisti della giornata) e fa tutto quello che gli è possibile, ritrovandosi poi nel finale con le energie esaurite. Dopo 9 tappe è a 1’57” dalla Maglia Rosa e a 27″ da un ideale podio: se la condizione continuerà a migliorare, sulle salite dell’ultima settimana sarà un cliente difficilissimo per tutti.
Derek Gee (Israel-Premier Tech): Le aspettative iniziali erano tante, soprattutto in chiave classifica generale, ma dopo nove tappe il canadese si ritrova a 4 minuti di distacco dal primo posto e decisamente lontano anche dalle altre posizioni di rilievo. Nel tragitto verso Siena incappa in una foratura, ma sembrano mancargli il passo e la costanza giusta per poter tenere fede alle ambizioni, sue e della squadra.
Mathias Vacek (Lidl-Trek): La condizione è straripante, ma questa volta finisce usare le sue energie in maniera quantomeno confusionaria. Sicuramente, il suo essere protagonista in una giornata così caotica e complessa lo conferma come uno dei corridori più in forma di tutto il Giro, ma è anche vero che avrebbe potuto muoversi in maniera più funzionale, data anche la presenza del compagno Giulio Ciccone e considerato il fatto che, dopo tutta la fatica fatta, non gli rimane niente in mano.
Red Bull-Bora-hansgrohe: Primož Roglič è tutt’altro che fortunato e allo sloveno non si può imputare granché, anche se forse, con un pizzico di destrezza in più, avrebbe potuto evitare la caduta che di fatto condizionerà tutta la sua tappa. La squadra tedesca, però, fatta eccezione per un encomiabile Giulio Pellizzari, non è dove serve, nel momento in cui il suo capitano ha più bisogno. Manca sì lo sfortunato Hindley, ma il resto della pattuglia rimane più di un livello sotto, rispetto alle altre squadre più blasonate.
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